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Marina Romeo dialoga con Martina Dell’Ombra a Capo d’Orlando

Sabato 14 luglio, decimo appuntamento della rassegna culturale dedicata ai libri promossa da Lucia Franchina ed organizzata dall’amministrazione di Capo d’Orlando, dal Porto turistico “Capo d’Orlando Marina” e dalla Mondadori Point.

Sullo sfondo tante imbarcazioni, un salotto letterario alle 19.30 animerà un angolo della banchina marittima e sarà la volta della presentazione di “Fake” di Martina Dell’Ombra, edito da Mondadori e presentato al Porto di contrada Bagnoli dalla giornalista Marina Romeo.

Martina Dell’Ombra è una delle personalità digitali più influenti ed agisce su web con leggerezza e satira pungente, le stesse caratteristiche che animano il suo libro.

Donne coraggiose di Sicilia

Su http://www.nuovitalia.com/sito/ sarà pubblicato il mio articolo sullo spettacolo “Di mafia si muore sempre due volte”. Qui le foto. Invito chi volesse prendere le foto di citarne la fonte. Grazie.

In foto Rosetta Casella, Rita Spartà e Marina Romeo. Sotto Tano Grasso e Rita Spartà.

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Tra gli ospiti della serata, Tano Grasso e Rita Spartà. Rita oggi è un’infermiera, ventuno anni fa era la figlia di un imprenditore agricolo. Le ammazzarono il padre e i due fratelli. Rita e la sorella Daniela rimasero da sole con la madre ad affrontare una vita stravolta degli eventi. Eppure ce l’hanno fatta con l’aiuto dell’Acio, di Tano Grasso e Rosetta Casella. Rita è disponibile a rilasciare un’intervista, ma è difficile farle delle domande dirette perchè sembra quasi violare la parte più intima del suo animo, quella che ha costruito per ripararsi dalla sofferenza che l’assale ogni volta che è costretta a ricordare. Rita però, racconta.Ha gli occhi immobili, non inespressivi perchè vi si legge tristezza e nostalgia, ma sono occhi disillusi. Hanno lottato tanto le “donne Spartà” – così sono chiamate le tre donne – dopo l’assassinio degli uomini della loro famiglia. Alla caparbietà ed ostinazione per ottenere giustizia, adesso rispondono con misurata soddisfazione perchè, come dice Rita, vogliono revisionare il processo. Rita non si è sposata e vive con la madre. Ama il suo lavoro e lascia che sia io ad interpretare i suoi silenzi. Sorride lievemente solo quando le si avvicina Tano Grasso. Mi dice che senza l’associazione anti-racket non avrebbero trovato la forza di andare avanti.

Tano l’abbraccia e io scatto loro una foto.

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