Parentesi e orizzonte

Nella parentesi più grande che è la vita, come un’espressione algebrica, ci sono tante piccole parentesi, e come tali tutte insieme, piccole e grandi si sviluppano e finisco, si aprono e si chiudono.
Nella storia di ognuno di noi, incontri, amori, amicizie, vanno e vengono, tutte indistintamente catuche, mai infinite, mai a perdita d’occhio. Peccato!
Ho sempre temuto la fine, il distacco, la separazione da qualcosa o da qualcuno.
Ho sempre desiderato e sognato vivere l’oggi con l’orizzonte davanti agli occhi, senza un limite che lo contenga.
Spingo lo sguardo e non c’è una parete, una porta, un bivio, no, c’è solo l’orizzonte infinito che mai mi tradirà.
Vivo le separazioni come fossero abbandoni e stò davvero male.
Parentesi che si aprono e poi si chiudono, mai un bacio che resti sospeso per aria per secoli e secoli.

Si ha paura delle incognite, dell’ignoto…….eppure le certezze ci priverebbero del piacere dell’avventura, della vita che dovrebbe essere un viaggio senza meta.

L’isola sconosciuta di Saramago

“Il filosofo del re……..diceva che ogni uomo è un’isola, ma io, siccome la cosa non mi riguardava visto che sono una donna, non gli davo importanza, voi che ne pensate, Che bisogna allontanarsi dall’sola per Vedere l’isola, e che non ci vediamo se non ci allontaniamo da noi stessi, intendete dire, non è la medesima cosa.

“Andare al molo” e prendere il largo alla scoperta dell’isola che è in noi o, per meglio dire, alla ricerca di noi stessi non è cosa facile da decidere.  Le scelte in cui ci imbattiamo quotidianamente sono varie e tante, e quella di cui sopra, è fra le più bizzarre, intricate, annodate, non semplici da decifrare. Perchè i ragionamenti per giungere ad una determinata decisione sono duri ed impegnativi, ma preparare il bagaglio è già voler viaggiare.
Dal breve viaggio in Olanda non porto tulipani, che ho pur visto affacciata dal finestrino del treno in corsa,  nè racconterò della modernissima Rotterdam e dell’affascinante Amsterdam,  ho voglia di parlare della magia delle coincidenze che s’intrecciano imprevedibilmente, regalandomi la conferma che, avere iniziato “il mio viaggio” sia stata la scelta più sensata che io abbia fatto nella vita.
La cerimonia di nozze è terminata e’ tardi.  Il pranzo, servito in un locale sito nell’unione di due canali e con vista su un vecchio mulino, è stato delizioso. La sposa sorridente mi saluta e mi porge un libriccino ” L’isola Sconosciuta”, ricambio il saluto e la ringrazio di tutto. Di ritorno in albergo, alle 24 inoltrate, sul pulman,inizio a leggere questa storia d’amore. Attraverso Rotterdam di notte, fra grattacieli e piroscafi. Mi sento proiettata in una favola fra le luci di una città nordica che emana calore.
Rileggo la storia il giorno successivo, sul treno nel viaggio di ritorno che mi porterà all’aereoporto. So che lo rileggerò altre volte……ed ancora altre. Tutte le volte che avrò voglia di una frase di conferma ai miei sogni che sono simili ai sogni dell’umanità intera.
Perchè dico che si tratti di “Coincidenze”? Bisogna leggere la storia e, se vi riconoscerete in essa, vi sentirete avvolti dal mistero delle coincidenze della vita.

Navi

Una sirena rauca mi dà il buon giorno.
Sono a casa.
La nave entra nel porto col suo carico d’anime.
Resto nel letto avvolta dai ricordi: ho dovuto lasciare la mia città.
Mi alzo e la calabria mi saluta, sorride e mi grida un: “ciao Piccola!”
Pensieri mattutini, solo frasi spezzate.
Mi affaccio e guardo un angolo del mio stretto.
Fermo la mente sull’mmensa distesa azzurra.

La casa degli spiriti di I.Allende

Ogni parola sembra limitativa ed inappropriata per tracciare una riflessione sul libro che ho appena finito di leggere. Mi e’ gia’ capitato di rigare il viso di lacrime, dopo la lettura di una bella storia, con “La casa degli spiriti” di piu’. Non era commozione o stupore per la storia narrata e per la bravura dell’autrice, ne’ sentimentalismo per gli eventi, no, era di piu’, era dell’altro.
Ad ore di distanza dalla lettura dell’ultima riga, mi ritrovo con il volume in mano, non riesco a separarmene, lo porto con me, lo sfoglio, l’accarezzo, gli sorrido.
Strana reazione per una donna della mia eta’. Rileggo disordinatamente le frasi che piu’ mi hanno colpito. Sceglierne una per iniziare la mia riflessione e’ molto difficile, ci provo:
“…l’idea salvatrice di scrivere col pensiero, senza matita ne’ carta, per mantenere la mente occupata, evadere dal caos e vivere.”
Lo spirito di Clara invita la nipote, Alba, vittima di torture e prigioniera, a rifugiarsi nella scrittura per superare il momento tragico che sta vivendo. Trovare la forza per sopravvivere mettendo ordine negli eventi vissuti come se dovesse scriverli, memorizzarli per una futura narrazione.
Alba non e’ la protagonista del racconto, e’ solo la nipote di un vecchio “giusto” – cosi’ lui dice di se stesso all’inizio della storia – ed e’ l’ultima delle donne che lo accompagnano nella sua lunghissima esistenza.
Esteban Trueda muore novantenne fra le braccia amorevoli della nipote e noi, quest’omone burbero e rabbioso, lo conosciamo bene, perche’ l’Allende ci ha raccontato la sua storia.
Riassumerla, sarebbe banale e restrittivo.
I.Allende con leggerezza e tenacia ha tracciato la personalita’ del protagonista. Gradualmente ci ha svelato la sua iracondia che e’ passione e violenza, il suo passato di stenti e sogni, i suoi amori mai completamente corrisposti e l’insaziabile voglia di quiete, la sua concezione di giustizia che lo rende schiavo di se stesso, sordo alle necessita’, spietato nelle sentenze.
E’ una storia personale che, come una cascata, si getta in un fiume e scorre fino al mare.
Il mare e’ la storia di un popolo che combatte per la liberta’ e l’eguaglianza.
Il mare e’ la giustizia sociale che travolge la giustizia sommaria, la prepotenza, la dittatura.
Dall’antica violenza scaturisce nuova violenza ed impotente, il vecchio, assistera’ allo sfacelo del suo mondo.

Nato in Sicilia di E. Russo

Se e’ vero che l’Italia e’ una bella Nazione unita, libera e fonadata sul lavoro, come recita l’art.1 della Cost.Italiana, e’ altrettanto vero che la Sicilia e’ un regno nel regno, uno stato nello Stato.
Mi riferisco, ovviamente, alla cultura dei suoi eclettici abitanti, che sparsi per il mondo ne illuminano ogni angolo.
Ho letto “Nato in sicilia” d’un fiato, pochi mesi fa, ricevuto in regalo da un amico.
E’ ambientato a Catania e nelle campagne limitrofe.
E’ la storia di un milanese, nato in Sicilia, alla scoperta del suo mondo d’origine.
Rimasto orfano da bambino e cresciuto a Milano da uno zio cresce all’oscuro dei segreti della sua famiglia.
E.Russo svelando quei segreti, svela a noi la sicilianita’.
Le donne forti e altere, fragili e tenaci, volitive e sottomesse, artefici dei propri e degli altrui destini. Sottomesse a cosa?
All’apparire che vince sull’essere, ad una mentalita’ che le fa piangere in silenzio, perche’ consapevoli che nulla potra’ mai cambire.

“Mal di pietre” di M. Agus

“Perché in fondo, forse, nell’amore, alla fine bisogna affidarsi alla magia, perché non è che riesci a vedere una regola, qualcosa da seguire per far andare le cose bene, per esempio dei Comandamenti”.

C’è sempre una frase da cui iniziare una riflessione dopo aver letto un libro. Ho scelto questa, anche se non è la più intensa, la più vera.
Mal di pietre si legge in un pomeriggio e non si può lasciare a metà. L’autrice non permette al lettore di restare insensibile, distante, estraneo ad un modo di percepire la vita che in parte può appartenere a ciascuno di noi, con sfumature ed intensità diverse.
L’emotività può condizionare talmente la vita di una persona da farla apparire “matta”, perché non rientra nella normalità essere persone troppo sensibili.
Anche adesso, a mente serena, con una notte di mezzo e gli occhi asciutti, sono incapace di esprimere l’emozione forte e chiara che ho avuto leggendo queste pagine, perché anch’io, non riesco a parlare e a dire, mi emoziono e scappo via davanti alla gioia di qualcosa che sembra inverosimile; come la Nonna Paterna, resto incredula e senza parole e, dinanzi a tale emozione, vorrei dire tutto ed invece resto muta.
Non ho capito se è una storia vera, se realmente M.Agus abbia avuto una nonna così “bella”, pura, profonda. Sò di certo che ha avuto la fortuna di aver saputo descrivere un aspetto dell’animo umano che ai più fa paura, perché essere persone empatiche e sensibli in questa nostra società, è sinonimo di follia, di stranezza.
La nipote narrante è consapevole di essere diventata la donna che è, matura, forte, serena, per tutto ciò che la nonna “matta” le ha amorevolmente donato.

Finestra sul mare

Le cose accadono e non puoi fermarle. T’affacci alla finestra e il rosso d’un tramonto ti abbaglia, ti sorprende, ti trasforma. Resti imbambolata, incantata dal sole che lentamente s’inabbissa nel mare nero della sera e ricordi che ogni giorno ha la sua notte. Socchiudi piano le imposte e continui ad osservare l’orizzonte. Aspetti l’alba. Il sole riemergerà e i suoi raggi caldi ti scalderanno, ti accarezzeranno, ti feriranno, ti daranno una nuova giornata tutta da vivere! Non chiuderai la finestra stanotte, non vuoi spezzare questo dolce incantesimo!

Cena di Primavera

Sono molto contenta di essere qui con voi, stasera, e ringrazio gli ospiti, gli amici e le socie che hanno condiviso con me l’organizzazione di questo evento.
Da pochi mesi sono la presidente della sez. Nebrodi dell’AMMI e sentivo la necessità di incontrare le associazioni e i club service presenti nel nostro territorio per approfondire sempre di più la loro conoscenza e porre le basi di una collaborazione più intensa.
Il mandato ricevuto in agosto mi ha onorato per la fiducia riposta dalle socie nei miei confronti e subito dopo mi ha reso consapevole delle responsabilità a cui dovevo far fronte.

Read more… →