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Rita Spartà, onorata della sua amicizia

Cara Linda ho letto i tuoi articoli. Credo tu scriva non con la penna ma con il cuore di una splendida mamma e moglie grazie per tutto ciò  che hai scritto su di me mi piace.

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Appena vengo dalle tue parti mi farà  piacere incontrarti e ringraziarti di persona per i tuoi libri, sarà un onore e un piacere poterli leggere. Grazie mia dolce amica.

Rita Spartà

Ringrazio Dio per avere ricevuto il dono di scrivere per testimoniare. Mi dà l’occasione di conoscere persone straordinarie che insegnano l’arte di vivere.

 

In foto Rita Spartà accanto ad un dipinto di Agata Piccolo, Villa Piccolo.

Donne coraggiose di Sicilia

Su http://www.nuovitalia.com/sito/ sarà pubblicato il mio articolo sullo spettacolo “Di mafia si muore sempre due volte”. Qui le foto. Invito chi volesse prendere le foto di citarne la fonte. Grazie.

In foto Rosetta Casella, Rita Spartà e Marina Romeo. Sotto Tano Grasso e Rita Spartà.

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Tra gli ospiti della serata, Tano Grasso e Rita Spartà. Rita oggi è un’infermiera, ventuno anni fa era la figlia di un imprenditore agricolo. Le ammazzarono il padre e i due fratelli. Rita e la sorella Daniela rimasero da sole con la madre ad affrontare una vita stravolta degli eventi. Eppure ce l’hanno fatta con l’aiuto dell’Acio, di Tano Grasso e Rosetta Casella. Rita è disponibile a rilasciare un’intervista, ma è difficile farle delle domande dirette perchè sembra quasi violare la parte più intima del suo animo, quella che ha costruito per ripararsi dalla sofferenza che l’assale ogni volta che è costretta a ricordare. Rita però, racconta.Ha gli occhi immobili, non inespressivi perchè vi si legge tristezza e nostalgia, ma sono occhi disillusi. Hanno lottato tanto le “donne Spartà” – così sono chiamate le tre donne – dopo l’assassinio degli uomini della loro famiglia. Alla caparbietà ed ostinazione per ottenere giustizia, adesso rispondono con misurata soddisfazione perchè, come dice Rita, vogliono revisionare il processo. Rita non si è sposata e vive con la madre. Ama il suo lavoro e lascia che sia io ad interpretare i suoi silenzi. Sorride lievemente solo quando le si avvicina Tano Grasso. Mi dice che senza l’associazione anti-racket non avrebbero trovato la forza di andare avanti.

Tano l’abbraccia e io scatto loro una foto.

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